3636 utenti intercettati mentre scaricavano musica coperta da Copyright ai quali è stato chiesto un risarcimento
Scritto il 9 Maggio 2007 da Web Experiments,

Ebbene si, sarebbero 3.636 gli utenti intercettati mentre erano intenti nel scaricare o nel condividere musica protetta da copyright attraverso sistemi di File sharing Peer to Peer come Emule. A tali utenti in questi giorni sta arrivando una raccomandata dove viene chiesto di pagare circa 330 Euro per la violazione dei diritti d’autore, evitando così una formale denuncia per per condivisione senza autorizzazione di musica protetta da diritto d’autore sulle reti di scambio, reato che in Italia è considerato di natura penale. Ma vediamo come è stato possibile arrivare a questo punto:
Tutto parte dai discografici tedeschi di Peppermint, che rappresentati dallo studio legale Mahlknecht & Rottensteiner, sono riusciti attraverso la società svizzera Logistep, ad intercettare alcuni indirizzi ip di utenti che attraverso i sistemi di File sharing scaricavano e ridistribuivano il materiale coperto da copyright. Una volta in possesso degli indirizzi ip, Telecom Italia è stata obbligata dal tribunale di Roma a fornire i nominativi corrispondenti a tali indirizzi ip, ai quali stanno arrivando le lettere.
Nella lettera viene chiesto di collaborare con la casa discografica eliminando i file scaricati e pagando una somma di circa 330 Euro, evitando in questo modo che la questione prosegua per vie legali ufficiali. Personalmente non ho letto la lettera ma sinceramente mi sembra che si stia tentando di impaurire le persone che pur di non affrontare costose spese legali sono portate a pagare il risarcimento.
Ora la domanda che tutti si faranno è: ma lo possono fare? tutto questo è legale?
Purtroppo il garante della Privacy nonostante il sollecito di Fiorello Cortiana, non si è espresso sull’accaduto, permettendo quindi ai legali che seguono la vicenda di procedere con l’invio delle lettere.
Secondo Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione, le azioni dei discografici in questo caso, “basate su un danno presunto e non documentato da prove“, si configurano come una forma di spamming giuridico. Lo stesso Cortiana nella lettera inviata al garante della privacy fa notare che secondo il Testo Unico sulla Privacy l’indirizzo IP è un dato personale, e in quanto tale non tutti i trattamenti possono essere effettuati su di esso senza il consenso dell’interessato.
Purtroppo penso che la maggior parte degli utenti intercettati siano ragazzi giovano o giovanissimi, i quali non hanno le competenze e le risorse finanziarie per potersi difendere adeguatamente per vie legali, e forse è stata intrapresa un’azione del genere proprio in virtù di questo fatto.
Per ulteriori informazioni e per sentire l’esperienza diretta di chi ha ricevuto le lettere eccovi alcuni link:
it.diritto.internet
http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=185269
http://www.emulesecurity.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1257&whichpage=2
Fonte: Punto Informatico
Leggi gli altri articoli che parlano di: News, Privacy e Sicurezza
Altri articoli correlati:
- Beppe Grillo si scatena davanti al cda Telecom ecco i video
- Tutto quello che scrivi può essere intercettato da un Keylogger nascosto
- Che cosa sono gli Spyware? l’antivirus riesce a rimuoverli?
Commenti
5 commenti per “3636 utenti intercettati mentre scaricavano musica coperta da Copyright ai quali è stato chiesto un risarcimento”
Scrivi un commento

Avete mai sentito parlare di “netsukuku” ?
Forse sarebbe la soluzione definitiva….
quoto visnotjl
poi credo di aver sentito (ma non ne sono sicuro) che se scarichi solamente puoi anche passarla liscia, ma se condividi anche i file che scarichi allora lì non puoi farci più niente…
Ciao visnotj, no sinceramente non conoscevo netsukuku, mi sto documentando in merito, intanto per chi volesse sapere di cosa si tratta può approffondire l’argomento leggendo qua
Francamente ad essere sincero non me ne frega niente di come arginano il fenomeno. In fin dei conti piratare è un reato.
piratare è un reato: ok. piratare non è giusto: ok.
ma non è giusto neanche che si impossessino dei nostri dati, senza che noi ne sappiamo niente! questo pure mi sembra un reato bello e buono, camuffato dal fatto che si sta agendo contro i peer to peer!!
e poi!!! se vogliono proprio i loro cari diritti, le raccomandate le facevano si, ma non chiedevano i 330€uro.
di sicuro io vi posso dire di informarvi, prima se loro possono fare delle cose del genere, e se non possono, fare causa voi a loro.
i diritti son stati fatti per essere rispettati, non per essere calpestati!!!
e se non sbaglio, solo la polizia o le autorità competenti possono prendere i nostri dati, e non sempre!!!